Il Ministro Zanonato incontra L’AMI di Padova

E’ stato interessante l’incontro, organizzato dall’ Associazione mazziniana di Padova, con il ministro Flavio Zanonato avvenuto pochi giorni fa sul tema della ripresa economica. Le prime domande sono state poste dal prof. Maurizio Mistri , membro della associazione mazziniana padovana e docente di economia internazionale presso l’università patavina ( tra l’altro autore di un recente saggio sulla Città metropolitana sul quale sarà forse il caso di soffermarsi in altro momento). Mistri ha ben inquadrato il problema italiano all’interno della situazione mondiale ed europea , ricordando , tra l’altro, come lo sviluppo della nostra economia fu possibile  in quanto profondamente collegati all’Europa. Il ministro Zanonato è partito da questa visione ampia in cui collocare i problemi della nostra economia; cercando di smentire certe immagini di una Europa quasi desiderosa di vederci nei guai, ma ricordando come il raggiungimento di certi parametri sia necessario per non essere esportatori di inflazione in Europa e di come anche eventuali modifiche di linea economica debbano essere frutto di una comunanza di intenti a livello europeo. Egli ha voluto parlare soprattutto delle tante situazioni concrete che si è trovato ad affrontare partendo dal problema dell’Ilva di Taranto per la quale ha ritenuto che sia stato importante essere riusciti , con accordi con le forze sindacali, le autorità locali e la magistratura, ad avviare un processo di trasformazione di quell’impianto, specie per quanto concerne la salvaguardia ambientale , senza arrivare ad una chiusura che avrebbe arrischiato di essere definitiva. Semmai, è sembrato rassegnato di come si parli poco delle cose positive che vengono fatte. In seguito è passato ad illustrare una serie di suoi interventi , specialmente di quelli volti al campo delle fonti energetiche viste nell’ambito delle conseguenze in termini di costi e di impatto ambientale , dando l’impressione che dietro l’accumularsi di quanto riportava vi fosse un metodo laico di affrontare i singoli problemi, il gusto di una visione , che ha del resto rivendicato, della complessità ed interdipendenza dei problemi, un credere poco a quanti iniziano dicendo che la soluzione è facile. Indi una analisi delle difficoltà adoperare all’interno di un ministero in assenza di una certezza di continuità dell’azione di governo; un problema , quello dell’incidere nella macchina burocratica, che è stato anche una delle poche occasioni nelle quali si sia discostato da una posizione di puro illustratore dei problemi incontrati per invocare un diverso quadro legislativo che permetta una continuità di azione. Nell’insieme debbo dire una relazione che ho trovato interessante, anche per il rivendicare certi punti positivi della nostra industria e della nostra economia, forse per una serata un po’ meno pessimismo di quanto accada di provare dopo aver sentito affrontare temi economici. 

Documento AMI: Comunicato Segreteria Organizzativa

Modigliana, 22 luglio 2013

Cari amici,

vi informo che la D.N. – A.M.I. ha recentemente approvato la proposta del Presidente nazionale prof. Mario Di Napoli, di riprendere i seminari (gratuiti)  per giovani preferibilmente in età universitaria o post universitaria col fine di  avvicinarli e prepararli ai valori ed agli ideali mazziniani in prospettiva di un loro  inserimento ed impegno nell’Associazione.

Il Seminario chiamato “CAMPUS MAZZINIANO” si terrà a Modigliana (FC)  presso la struttura ricettiva “Il Borghetto di Brola” – Via dei Frati, 6 – dal 19 al  22 settembre 2013.

L’attività didattica si svolgerà prevalentemente la mattina, mentre al pomeriggio  sono previste visite in luoghi risorgimentali di città della Romagna. A Forlì si  visiterà la Villa Saffi, a Casola Val Senio la Casa Oriani, a Modigliana il Museo  Risorgimentale, la Pinacoteca.

Le lezioni saranno tenute da validi docenti che stiamo contattando. Il numero dei partecipanti è limitato a 15/16 partecipanti (non più di uno per sezione). Qualora le prenotazioni superino il numero massimo previsto, si darà la  precedenza ai giovani provenienti da quelle sezioni più lontane dalla sede del  Campus.

Le domande di partecipazione devono pervenire entro il 10 settembre p.v. e  vanno inviate per e-mail o a mezzo fax a:

  • e-mail: ami.segreteria@libero.it
  • fax n° 0546.942974

Sarebbe opportuno che le Sezioni che intendano inviare un/a loro giovane al  Campus, contribuissero alle spese viaggio.  Vi allego Bozza del programma (quello definitivo con i nomi dei relatori vi sarà inviato appena completato)

Il fac simile della richiesta di partecipazione al “CAMPUS MAZZINIANO”

Nella speranza che questa importante iniziativa sia dal punto di vista culturale educativo che dal lato dell’impegno finanziario dell’AMI, raccolga il più ampio consenso e la partecipazione di validi e motivati giovani, vi invio fraterni saluti.

Il Segretario Aggiunto Org.vo

Nicola Poggiolini

Chi era Giuseppe De Logu

Nato a Catania nel 1898, Giuseppe De Logu si trasferisce ben presto a Roma per laurearsi nel 1921 all’Istituto superiore di Belle Arti, nel 1922 in lettere e nel 1924 in filosofia.

Giuseppe De Logu

Giuseppe De Logu

Nel 1921 diviene collaboratore della Voce Repubblicana ed estrinseca il suo antifascismo anche nell’impegno politico quotidiano. Nel 1925 aderisce al manifesto di Benedetto Croce in risposta a quello degli intellettuali fascisti.

Nel 1929 arriva a Venezia come libero docente di storia dell’arte medievale e moderna all’Accademia di Belle Arti e, due anni dopo, alla Scuola superiore di architettura. In seguito si rifiuta di prestar giuramento al regime fascista, e per la fermezza della sua opposizione, sceglie la via dell’esilio, prima a Budapest, poi a Vienna ed infine a Zurigo.

Nell’esilio scrive il “Bruto”, un importante saggio sull’idea di tirannicidio.

Egli torna in Italia, in via provvisoria, portando il suo impegno di oratore e di cittadino a favore della scelta repubblicana del 2 giugno del 1946. Più tardi riavrà la cattedra che gli spettava di diritto all’Accademia di Venezia.

Diviene Direttore della Accademia di Belle Arti. Continua ad essere il militante politico di sempre senza confondere mai le due cose ed apportando all’impegno civile in difesa del patrimonio artistico le sue conoscenze di studioso unite alla sua moralità di mazziniano.

Affronta gli anni della contestazione studentesca nel rispetto delle antiche autonomie universitarie con la consapevolezza di come, non la forza, ma il dialogo ed il confronto possano costruire, mazzinianamente, l’avvenire. Una fede nel metodo della libertà che lo accompagna sino alla fine nel novembre 1971.

Documento AMI: Comunicato Direzione Nazionale 13 luglio 2013

I mazziniani italiani manifestano seri dubbi sul fatto che oggi il Paese abbia bisogno di un cambiamento costituzionale della forma di governo, anche alla luce delle attuali condizioni di un Parlamento eletto sulla base di una legge assai problematica sotto il profilo della rappresentatività democratica.
L’Italia ha bisogno di riforme economiche e sociali coraggiose che liberino le risorse del Paese, supportate da alcuni aggiustamenti istituzionali di natura funzionale
Una trasformazione radicale della Costituzione deve prevedere un ricorso più diretto alle origini del potere costituente che risiedono nella sovranità popolare.
Pertanto, i mazziniani, riaffermando l’attualità e la validità della forma di governo parlamentare per la Repubblica italiana, chiedono:

  • l’immediata riforma della legge elettorale in coerenza con i principi costituzionali ed il varo delle altre riforme istituzionali rapidamente realizzabili attraverso il canale ordinario dell’articolo 138;
  • il blocco del progettato processo di riforma complessiva della Costituzione, da sostituire semmai con l’elezione di un’assemblea costituente su base proporzionale nei tempi e nei modi più opportuni;
  • la prosecuzione dell’impegno presso l’Unione europea per i progressi dell’integrazione in campo economico, monetario, fiscale e bancario, nonché l’accelerazione della realizzazione della federazione degli Stati Uniti d’Europa;
  • la riorganizzazione del sistema politico e quindi dell’offerta elettorale attraverso una rifondazione dal basso dei partiti fondata su culture politiche di riferimento, in armonia con le tradizioni politiche europee, così come sulla trasparenza dei meccanismi di finanziamento e di selezione delle candidature:
  • l’attuazione della Costituzione vigente in materia di statuto pubblico dei partiti e dei sindacati; progressività fiscale; diritto allo studio ed accesso al lavoro; laicità dello Stato e scuola pubblica; imparzialità della pubblica amministrazione e garanzia della giustizia.